Lo zucchero, noto anche come saccarosio, è un composto organico appartenente ai glucidi disaccaridi. Si estrae principalmente da due piante che ne sono particolarmente ricche dato il rapporto percentuale/peso: si tratta della canna da zucchero e della barbabietola da zucchero. Ma il saccarosio è presente in quasi tutte le piante come prodotto intermedio dei loro processi metabolici. Altre specie vegetali che ne sono particolarmente ricche sono il sorgo e il mais dolci, l’acero, la palma da cocco e la palma da datteri. Da anni lo zucchero è sul banco degli imputati, come possibile responsabile di diversi di disturbi.
Sappiamo che lo zucchero è un eccitante del sistema nervoso, per questo è sconsigliato nei bambini, soprattutto prima del sonno. Inoltre l’assunzione di zucchero aumenta il rischio di diabete mellito, di malattie metaboliche, di obesità. La loro capacità di aumentare la concentrazione di insulina nel sangue sembra associato agli stati infiammatori in grado di favorire la crescita di cellule tumorali. Inoltre lo zucchero alimenta la parte di flora intestinale dannosa a scapito di quella sana, aumentando il desiderio di cibi con gli stessi effetti.
Un tale quantitativo di zucchero è da considerarsi abnorme: provocherebbe aumento del testosterone nei soggetti femminili, e un incremento della risposta infiammatoria cronica, a danno soprattutto delle articolazioni e dei dolori reumatici. Inoltre lo zucchero provoca rilascio di dopamina e crea dipendenza. Il quantitativo di zucchero da non superare secondo l’OMS è del 5% dell’apporto energetico totale. Potrebbe essere quantificato in ca. 25 gr di zuccheri liberi al giorno, ovvero 6 cucchiaini da the. Attenzione inoltre agli zuccheri presenti negli alimenti di largo consumo: questi non si nascondono solo negli alimenti dolci, ma anche nei sughi, nei salumi, nei surgelati e altre preparazioni. E’ importante leggere le etichette per renderci conto di quanti zuccheri assumiamo involontariamente ogni giorno.
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